Sviluppo Prodotto

La vera ragione per cui i designer resistono al PLM

Atellio Editorial 8 min di lettura

Perché l'implementazione del PLM spesso fallisce nell'ufficio stile

È una storia comune: un'azienda investe molto in un nuovo PLM, ma i designer semplicemente non lo usano. L'IT e le operazioni guidano il progetto, i budget vengono spesi, eppure i dati rimangono incompleti mentre i designer tornano alle vecchie abitudini.

La causa non è una mancanza di competenza tecnologica. È un disallineamento strutturale tra il modo in cui lavorano i designer e il modo in cui i sistemi sono progettati.

1. Interessi divergenti — Il divario dei dati

Il motivo principale del fallimento del PLM è semplice: chi inserisce i dati non è chi ne trae beneficio.

Un designer può spesso svolgere il suo lavoro immediato senza un record sistematico. Le persone che hanno realmente bisogno di quei dati—modellisti, fabbriche e team marketing—sono a valle. Poiché i designer comunicano spesso direttamente con i colleghi tramite chat o voce, l'inserimento formale dei dati sembra un peso che premia qualcun altro, non loro stessi.

2. Disallineamento strutturale nel flusso creativo

La maggior parte dei sistemi PLM è stata originariamente progettata per settori manifatturieri come l'automotive. Sono ottimi per organizzare componenti, ma non si allineano con il 'comportamento' di uno stilista.

Gli atti creativi—schizzi, selezione dei tessuti, feedback sensoriali—sono il cuore del lavoro. Nel PLM tradizionale, l'inserimento dei dati è trattato come un compito separato che avviene *dopo* il lavoro reale. Questo attrito assicura che la resistenza psicologica rimanga alta.

3. La trappola della logica ROI

I fornitori spesso promettono una riduzione del 40% del lead time per convincere i dirigenti. Ma uno strumento è solo uno strumento. Senza un cambiamento nella cultura e nelle operazioni integrate, una licenza software non cambierà le cose.

Inoltre, implementare il PLM in un solo dipartimento produce solo un'ottimizzazione parziale. A meno che l'intera filiera non sia connessa, il tempo risparmiato in una stanza diventa trascurabile nel time-to-market totale.

4. Cosa deve cambiare affinché i designer ne percepiscano il vantaggio?

Innanzitutto, l'inserimento dei dati deve integrarsi naturalmente nel lavoro quotidiano del designer. Se le azioni quotidiane diventano automaticamente dati, le informazioni si accumulano senza che il designer abbia mai la sensazione di stare « inserendo dati ».

In secondo luogo, i dati inseriti devono restituire valore immediato al designer stesso. Può sembrare ovvio, ma quando le informazioni passate vengono sfruttate in modo utile — alimentando i design e le specifiche della prossima stagione direttamente nel PLM, suggerendo combinazioni di materiali o fornendo stime di costo istantanee — allora inserire dati rende più veloce il compito successivo. Quando questo ciclo esiste, il PLM esprime il suo vero valore.

Diventare un sistema che fa più che gestire dati

La causa non è la pigrizia dei designer né una carenza di funzionalità del sistema. Risiede in un disallineamento strutturale degli interessi e in un divario nella filosofia di progettazione. I sistemi costruiti per « gestire » le informazioni impongono un peso. I sistemi costruiti per « accelerare » il lavoro offrono vantaggi chiari e tangibili.

Ciò che serve è un PLM dove — come risultato naturale del fatto che i designer si concentrano sulla creazione di abiti — i dati si accumulano organicamente e si riverberano nel lavoro futuro.

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